Alberto Stenico

Di mia madre, quando leggevamo assieme il giornale, non sopportavo la scelta di dedicare particolare attenzione e più tempo ai necrologi. La sollecitavo ad andare oltre, voltare pagina, ma a lei invece interessavano molto. Adesso, con l’età, capisco di più mia madre ed ammetto di somigliarle anche un po’. Mi ritrovo sulla pagina dei necrologi e vedo sempre più distintamente una parte della vita della mia città della cerchia dei conoscenti che se ne va. Conosco e riconosco sempre più persone con le quali ho condiviso qualcosa e spesso persone che hanno improntato la vita pubblica della nostra città. Persone protagoniste della nostra microstoria urbana e che hanno lasciato un segno importante. Il fatto che mi lascia sempre interdetto è leggere che, dopo svariati decenni di vita anche molto attiva in città, essi verranno però sepolti nel loro paese d’origine, intendo nelle altre regioni italiane nelle quali sono nati. Pur avendo molti di loro trascorso una lunga parte della vita – e spesso quella centrale – in città, vengono infine restituiti alla patria degli affetti e dei sentimenti. Come dire “abbiamo vissuto, lavorato, contribuito a plasmare la vita sociale in questo luogo, però adesso torniamo a casa, nella nostra vera casa”. Qui in città era una tappa intermedia, a volte lunga quasi quanto l’intera esistenza, ma poi la tappa finale è il ritorno alle origini. Molti bolzanini anziani, dopo la morte, hanno ripreso un viaggio verso le loro proprie diverse province italiane. Erano qui per molto tempo, ma non erano qui: nel fondo dell’animo c’era sempre il bambino, c’era la nostalgia, c’era il non aver perso le proprie radici.
Pensavamo che fossero qui a casa loro, invece ci comunicano che “tornano a casa”.
(www.albertostenico.it)

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La nuova Bolzano ha un nuovo centro città: il Twenty. Me ne sono convinto frequentandolo occasionalmente in questo ultimo periodo ed osservando il numeroso pubblico che lo affolla. E’ presente una quantità di giovani e di bambini che nelle piazze e nelle strade di Bolzano normalmente non si vede più, gli stranieri sono numerosi sia tra i clienti, che tra il personale, ci sono tanti cittadini dei quartieri limitrofi alla (ex)zona industriale, non ci sono turisti. Sento però parlare molte lingue, è un ambiente cosmopolita. Pare di essere in una nuova piazza bolzanina con caratteristiche diverse dal solito sia per composizione sociale, sia per modalità di incontro. La piazza di una nuova Bolzano. Read More

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E’ sorprendente scoprire come la conoscenza di diverse lingue sia diffusa nei luoghi di lavoro della provincia di Bolzano e come così tante aziende sappiano rapportarsi con i propri clienti nella loro lingua. Locali pubblici, alberghi, aziende artigiane e industriali, imprese culturali, dei trasporti, del tempo libero: in quasi tutte queste realtà opera personale che, singolarmente o collettivamente, riesce a fornire servizi plurilingui. Una o l’altre delle collaboratrici e dei collaboratori usa un buon italiano, un buon tedesco o un buon inglese. Read More

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Le parole sono come pietre e vanno usate con molta attenzione. Mi è capitato di pensarlo in questi giorni quando, di fronte al fenomeno delle scuole parentali in provincia di Bolzano, qualcuno le ha inopportunamente collegate alle “Katakombenschulen” (Le scuole nelle catacombe), auto-organizzate dalla popolazione sudtirolese per poter continuare ad insegnare ai bambini in lingua tedesca, dopo il divieto imposto dal Fascismo in Alto Adige e nelle altre aree con minoranze linguistiche. La repressione del Regime verso gli insegnanti fu allora durissima con centinaia di condanne, molte al confino. In un caso, quello della maestra Angela Nikoletti, il carcere e tutte le altre angherie ne provocarono la morte in giovane età. Che relazione c’è tra quella tragica realtà storica e le pur criticabili iniziative di un gruppo di no vax in queste settimane. Katakombenschulen non è una parola fuori contesto e poco rispettosa per chi quell’esperienza l’ha veramente sofferta? Read More

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“In privato” è diventato un ritornello nelle orecchie di chi si rivolge alle strutture sanitarie della nostra provincia. Una provincia, quella di Bolzano, che per molto tempo ha messo a disposizione dei propri cittadini un vasto e capillare servizio sanitario a gestione pubblica diretta. Nei tempi più recenti, con la pandemia, ma non solo con essa, le cose sono rapidamente cambiate: a molte delle domande di intervento sanitario poste dai cittadini si risponde frequentemente con un “provi in privato”. Read More

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